Mitologia #1 - Eolo
Il nome Eolo deriva dal greco aiolos e significa veloce.
Una leggenda racconta di Eolo, un principe greco che dimorava nelle isole vulcaniche -- Isole Eolie, conosciute anche come le sette sorelle -- e si riteneva che fossero isole galleggianti. Essendo egli un uomo perspicace, raggiunse una certa fama perche riusciva a prevedere il tempo dalla forma delle nubi di vapori che sovrastava un vulcano attivo.
Secondo la mitologia greca, Eolo è figlio di Ippote o Poseidone e di Arnea ed ebbe da Zeus il compito di controllare i venti che lui aveva rinchiuso in una grotta del Tirreno, poiché riteneva pericoloso lasciarli liberi. Eolo li dirigeva e li liberava custodendoli dentro le caverne e dentro un'otre a Lipari, una delle Isole Eolie -- il piccolo arcipelago a nord della Sicilia -- nella quale aveva la sua reggia. I venti, dopo aver provocato grossi danni tra i quali il distaccamento della Sicilia del continente, dovevano essere tenuti sotto controllo.
Tra questi c'erano quattro fratelli che rappresentavano i venti principali: Borea, il più violento (vento del nord) che per amore delle cavalle di Dardano si trasformò in cavallo e generò dodici puledri veloci come il vento; Zefiro (vento dell'ovest), dolce e benefico che annuncia la primavera; Euro (vento dell'est), a volte tempestoso e a volte asciutto che portava bel tempo; Austro (vento del sud), caldissimo e apportatore di pioggia raffigurato sempre bagnato. Altri venti conosciuti sono: Libeccio (vento del sud-ovest), avvolto dalla nebbia; Cecia (vento del nord-est), vecchio con coda di serpente e un piatto di olive in mano; Apeliotes (vento del sud-est), nelle mani del quale c'erano frutti maturi; Schirone (vento del nord-ovest), con un'urna piena d'acqua pronta ad essere rovesciata sulla terra.
Eolo sposò Enarete e ne ebbe dodici figli -- sei femmine e sei maschi -- che si unirono tra loro creando altri venti e fondando altri regni in Italia e in Sicilia.
Durante il suo errare, dopo la battaglia di Troia accolse benevolmente Ulisse che era sfuggito al Ciclope Polifemo. Eolo lo trattenne circa un mese come ospite, non voleva lasciarlo andare, a seguito alle insistenze dell'eroe per riprendere il viaggio nel momento dei saluti gli donò un vento favorevole e un'otre di pelle di bue pieno di tutti i venti. Se saggiamente governati questo dovevano riportarlo direttamente a Itaca. Durante il viaggio, Ulisse fece soffiare solo il dolce Zefiro e già si potevano scorgere i fuochi accesi dai pastori nell'isola, nella sua Itaca, quando l'eroe si addormentò. I compagni, spinti dalla curiosità, credendo che l'otre di Eolo contenesse oro, l'aprirono e i venti ne scapparono via provocando un uragano che sospinse la nave nella direzione opposta, facendola approdare di nuovo presso Eolo. Di nuovo Ulisse chiese al Dio un vento favorevole. Eolo gli rispose di non poter fare più niente per lui, ora che gli dei avevano manifestato così apertamente la loro ostilità al suo ritorno, e credendo il suo ospite perseguitato dagli dei lo cacciò.
Un altro mito racconta che l'altro Eolo fu re di Tessaglia, figlio di Elleno e della ninfa Orseide, fratello di Doro e di Xuto, era considerato capostipite degli elleni, gli antichi greci. Eolo fu capostipite della stirpe, degli eoli. Ebbe come filglio Sisifo che fondò la città di Corinto nel 1858. Altro figlio fu Salmoneo che guidò una colonia di Eoli verso l'Elide orientale e fondò la città di Salmonia che poi fu denominata Tiro.
Il mito di Eolo non ebbe mai culto religioso.
Una leggenda racconta di Eolo, un principe greco che dimorava nelle isole vulcaniche -- Isole Eolie, conosciute anche come le sette sorelle -- e si riteneva che fossero isole galleggianti. Essendo egli un uomo perspicace, raggiunse una certa fama perche riusciva a prevedere il tempo dalla forma delle nubi di vapori che sovrastava un vulcano attivo.
Secondo la mitologia greca, Eolo è figlio di Ippote o Poseidone e di Arnea ed ebbe da Zeus il compito di controllare i venti che lui aveva rinchiuso in una grotta del Tirreno, poiché riteneva pericoloso lasciarli liberi. Eolo li dirigeva e li liberava custodendoli dentro le caverne e dentro un'otre a Lipari, una delle Isole Eolie -- il piccolo arcipelago a nord della Sicilia -- nella quale aveva la sua reggia. I venti, dopo aver provocato grossi danni tra i quali il distaccamento della Sicilia del continente, dovevano essere tenuti sotto controllo.Tra questi c'erano quattro fratelli che rappresentavano i venti principali: Borea, il più violento (vento del nord) che per amore delle cavalle di Dardano si trasformò in cavallo e generò dodici puledri veloci come il vento; Zefiro (vento dell'ovest), dolce e benefico che annuncia la primavera; Euro (vento dell'est), a volte tempestoso e a volte asciutto che portava bel tempo; Austro (vento del sud), caldissimo e apportatore di pioggia raffigurato sempre bagnato. Altri venti conosciuti sono: Libeccio (vento del sud-ovest), avvolto dalla nebbia; Cecia (vento del nord-est), vecchio con coda di serpente e un piatto di olive in mano; Apeliotes (vento del sud-est), nelle mani del quale c'erano frutti maturi; Schirone (vento del nord-ovest), con un'urna piena d'acqua pronta ad essere rovesciata sulla terra.
Eolo sposò Enarete e ne ebbe dodici figli -- sei femmine e sei maschi -- che si unirono tra loro creando altri venti e fondando altri regni in Italia e in Sicilia.
Durante il suo errare, dopo la battaglia di Troia accolse benevolmente Ulisse che era sfuggito al Ciclope Polifemo. Eolo lo trattenne circa un mese come ospite, non voleva lasciarlo andare, a seguito alle insistenze dell'eroe per riprendere il viaggio nel momento dei saluti gli donò un vento favorevole e un'otre di pelle di bue pieno di tutti i venti. Se saggiamente governati questo dovevano riportarlo direttamente a Itaca. Durante il viaggio, Ulisse fece soffiare solo il dolce Zefiro e già si potevano scorgere i fuochi accesi dai pastori nell'isola, nella sua Itaca, quando l'eroe si addormentò. I compagni, spinti dalla curiosità, credendo che l'otre di Eolo contenesse oro, l'aprirono e i venti ne scapparono via provocando un uragano che sospinse la nave nella direzione opposta, facendola approdare di nuovo presso Eolo. Di nuovo Ulisse chiese al Dio un vento favorevole. Eolo gli rispose di non poter fare più niente per lui, ora che gli dei avevano manifestato così apertamente la loro ostilità al suo ritorno, e credendo il suo ospite perseguitato dagli dei lo cacciò.
Un altro mito racconta che l'altro Eolo fu re di Tessaglia, figlio di Elleno e della ninfa Orseide, fratello di Doro e di Xuto, era considerato capostipite degli elleni, gli antichi greci. Eolo fu capostipite della stirpe, degli eoli. Ebbe come filglio Sisifo che fondò la città di Corinto nel 1858. Altro figlio fu Salmoneo che guidò una colonia di Eoli verso l'Elide orientale e fondò la città di Salmonia che poi fu denominata Tiro.
Il mito di Eolo non ebbe mai culto religioso.


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